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A testa alta... qualunque cosa succeda PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Mori e Giorgio Tizzi (ITIS PARMA)   
giovedì 25 febbraio 2010
Siamo due studenti della 4B ITIS meccanica Leonardo Da Vinci di Parma, durante le vacanze natalizie abbiamo letto il libro "Qualunque cosa succeda" di Umberto Ambrosoli, ignorando la storia italiana di quel tempo.

Durante la lettura, oltre a scoprire la persona di Giorgio Ambrosoli, siamo venuti a conoscenza degli avvenimenti avvenuti tra gli anni 1970-1980, denominati anche "anni di piombo".
Dopo la lettura approfondita del libro, il quale ha suscitato il nostro interesse, abbiamo potuto riflettere facendo alcune considerazioni in merito a Giorgio Ambrosoli, ma non solo, anche pensieri riguardanti lo stato italiano.
Personalmente pensiamo che nel processo avvenuto per il fallimento dell'impero Sindona ci siano stati troppi punti tenuti nell'ombra,oscurati, troppe persone di un certo spessore politico coinvolte e non punite giustamente.
All'interno del governo italiano - degli anni '70-'80, ma crediamo che ancora oggi qualche caso purtroppo esista ancora - ci sono state persone elette e scelte da noi cittadini per rappresentarci e per fare in modo che  il nostro Paese migliori: ma  quest'ultimi invece di rispondere alle domande degli italiani e della loro posizione, hanno lavorato per migliorare la proprio situazione sociale-economica avvicinandosi a individui collegati alla malavita, traendone benefici e profitti in cambio di denaro( non il proprio) e di cosiddetti "lascia passare". Noi crediamo che questo aspetto in Italia sia ancora presente e sembra che ciò ormai non disturbi il singolo cittadino, secondo noi perché ormai è diventata come una "routine", come il pane quotidiano, ma per fortuna, come ci ha dato prova il libro esistono persone che navigano contro corrente e si impegnano per migliorare il nostro Paese.
L'avvocato Giorgio Ambrosoli è stato proprio uno di questi personaggi, che anche se aveva riconosciuto il pericolo dell'ultimo incarico intrapreso, come scrive nella lettera lasciata alla moglie, pur essendo preoccupato sul proprio futuro e incerto su di esso, egli crede fortemente che il suo lavoro possa partecipare al cambiamento dello Stato italiano, per poter dare ai propri figli un futuro migliore all'interno del Paese.
Dopo la scoperta di questi fatti, riflettendo, siamo entrambi d'accordo sul dire che la lettura di questo libro è servita moltissimo per farci riflettere sulla realtà nella quale viviamo e rendercene consapevoli, possiamo dire che tutto ciò è stato grazie anche a Giorgio Ambrosoli, che è riuscito almeno a farci conoscere la verità.

Andrea Mori e Giorgio Tizzi

 
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